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SUMMARY:Over\, under and in between
DESCRIPTION:Over\, under and in between e il titolo del grande progetto site-specific concepito dall artista palestinese Mona Hatoum (Beirut\, 1952) per gli spazi della Cisterna della Fondazione Prada di Milano\, visitabile dal 29 gennaio al 9 novembre 2026. La mostra e composta da tre installazioni ambientali di grande impatto visivo e fisico\, pensate appositamente per dialogare con l architettura industriale dell edificio\, un tempo sede dei silos e dei serbatoi di una distilleria di alcolici. Tre elementi ricorrenti nell immaginario dell artista strutturano il percorso: la ragnatela\, la mappa e la griglia. Nella sala d ingresso\, una costellazione di sfere di vetro trasparente soffiato a mano\, collegate da fili sottili\, crea una ragnatela sospesa sul visitatore\, evocando al tempo stesso protezione e minaccia. Nella sala centrale\, oltre trentamila sfere di vetro rosso traslucido disegnano sul pavimento i contorni di una mappa del mondo priva di confini politici\, un territorio aperto e instabile esposto a forze esterne. La terza sala ospita all of a quiver\, una torre cinetica metallica composta da nove livelli di cubi sovrapposti che oscilla lentamente verso il basso\, scricchiolando\, sul punto apparente di crollare\, per poi rialzarsi incessantemente. L insieme della mostra invita a riflettere sull instabilita del presente\, sulla precariet dell esistenza e sui paradossi dell esperienza umana contemporanea. Il lavoro di Hatoum\, che vive a Londra dal 1975\, e profondamente segnato dall esperienza dell esilio e dalla condizione di marginalizzazione. La mostra e accompagnata da una pubblicazione della serie Quaderni di Fondazione Prada con testi di Theo Deutinger\, Lina Ghotmeh e Jamieson Webster. \nFoto di aboodi vesakaran su Pexels
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SUMMARY:Anselm Kiefer. Le Alchimiste
DESCRIPTION:La mostra Anselm Kiefer. Le Alchimiste e allestita nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano dal 7 febbraio al 27 settembre 2026\, nell ambito del programma culturale dei Giochi Olimpici invernali Milano Cortina 2026. Curata dalla storica dell arte Gabriella Belli e promossa dal Comune di Milano – Cultura\, prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte con il contributo di Gagosian e Galleria Lia Rumma\, la mostra presenta un ciclo di 42 grandi teleri site-specific concepiti appositamente da Kiefer per dialogare con la drammatica bellezza di questo spazio monumentale\, segnato dal bombardamento del 1943. Il progetto nasce nel 2023 e ruota attorno alla figura delle alchimiste: donne dimenticate dalla storia della scienza e del pensiero alchemico\, che Kiefer reinterpreta attraverso la sua pittura materica\, fatta di stratificazioni e incrostazioni che sembrano quasi terrose. Tra le figure celebrate figurano Caterina Sforza\, Isabella Cortese\, Maria la Giudea\, Marie Meurdrac\, Rebecca Vaughan e Mary Anne Atwood. La scelta della Sala delle Cariatidi non e casuale: questo spazio\, che dopo i bombardamenti accoglie nel 1953 il Guernica di Picasso\, diventa parte integrante dell opera di Kiefer\, in un dialogo continuo tra distruzione e rinascita che rappresenta il cuore concettuale dell intero progetto. La mostra e aperta da martedi a domenica dalle 10.00 alle 19.30\, con apertura prolungata al giovedi fino alle 22.30. Il biglietto parte da 6 euro ed e disponibile in prevendita su Vivaticket. \nFoto di VitalyKobzun su Pixabay
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LOCATION:Palazzo Reale Milano – Sala delle Cariatidi\, Piazza del Duomo\, 12\, 20122 Milano MI\, Milano\, MI\, Italy
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SUMMARY:Anselm Kiefer. Le Alchimiste
DESCRIPTION:Anselm Kiefer. Le Alchimiste e la grande mostra site-specific allestita nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano dal 7 febbraio al 27 settembre 2026. Curata dalla storica dell arte Gabriella Belli\, la mostra presenta oltre quaranta grandi tele monumentali concepite appositamente dall artista tedesco per dialogare con la drammatica bellezza di questo spazio segnato dai bombardamenti del 1943. Il progetto\, avviato nel 2023\, prende le mosse da un pantheon tutto al femminile: Kiefer evoca figure di alchimiste note e dimenticate\, da Caterina Sforza – scienziata e condottiera legata alla storia milanese – a Maria la Giudea\, Isabella Cortese\, Marie Meudrac\, Rebecca Vaughan e Mary Anne Atwood. Attraverso la sua pittura materica e simbolica\, l artista restituisce identita e visibilita a donne che hanno svolto un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno\, spesso cancellate dalla storiografia ufficiale. La scelta della Sala delle Cariatidi rafforza il dialogo tra la memoria storica del luogo e la visione contemporanea di Kiefer: le ferite ancora visibili della guerra diventano parte integrante della narrazione visiva\, amplificando il senso di stratificazione temporale tipico del linguaggio artistico del maestro tedesco. La mostra e promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte\, con il contributo di Gagosian e Galleria Lia Rumma. Fa parte del programma culturale dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026\, coniugando arte contemporanea di respiro internazionale e identita storica della citta. \nFoto di Kostya Levit Naddubov su Pexels
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SUMMARY:Anselmo Bucci (1887-1955). Il tempo del Novecento tra Italia e Europa
DESCRIPTION:Il MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto – ospita fino al 27 settembre 2026 la piu ampia retrospettiva mai dedicata ad Anselmo Bucci (1887-1955)\, figura originale e poliedrica del Novecento italiano ed europeo. Curata da Beatrice Avanzi e Luca Baroni\, la mostra riunisce oltre 150 opere tra dipinti\, incisioni\, disegni e fotografie\, molte delle quali inedite o raramente esposte al pubblico\, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private\, tra cui la Quadreria Cesarini – Casa Museo di Fossombrone\, i Musei Civici di Monza\, il Museo del Novecento di Milano e la Galleria Nazionale d Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Il percorso espositivo\, articolato in dieci sezioni cronologiche e tematiche\, ripercorre la carriera e la vita dell artista dalle origini marchigiane fino alla piena maturita\, passando per le tappe fondamentali di Venezia\, Parigi e Milano. Pittore\, incisore\, disegnatore e scrittore\, Bucci e tra i fondatori del gruppo Novecento Italiano ma mantiene sempre una forte autonomia intellettuale e stilistica. Gli anni parigini a Montparnasse e Montmartre lo mettono in contatto con Severini\, Modigliani e Picasso\, mentre Guillaume Apollinaire e il New York Times ne riconoscono precocemente il talento. Una sezione e dedicata alla sua esperienza come pittore al fronte durante la Prima guerra mondiale. La mostra si conclude con la straordinaria tela monumentale I Maschi (olio su tela di oltre 4\,5 metri)\, restaurata appositamente per l occasione. Un catalogo illustrato edito da Dario Cimorelli Editore accompagna l esposizione\, con saggi dei curatori e del presidente del Mart Vittorio Sgarbi.
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SUMMARY:Jenny Saville a Ca Pesaro
DESCRIPTION:Jenny Saville a Ca Pesaro e la prima grande mostra personale della celebre pittrice britannica a Venezia\, ospitata negli splendidi spazi del palazzo barocco sul Canal Grande dal 28 marzo al 22 novembre 2026\, in concomitanza con la 61a Biennale di Venezia. La rassegna\, curata da Elisabetta Barisoni\, direttrice della Galleria\, riunisce circa trenta dipinti e opere su carta che abbracciano trent anni di carriera\, dagli esordi negli anni Novanta fino alle produzioni piu recenti. Il percorso espositivo mette in dialogo i grandi dipinti figurativi di Saville con il ricco patrimonio dei maestri veneziani del passato custodito nelle collezioni permanenti di Ca Pesaro\, creando un confronto unico tra pittura contemporanea e tradizione storica. La mostra include opere seminali come Hyphen (1999) e Reverse (2002-2013)\, simboli della straordinaria capacita della pittrice di restituire il corpo umano con una forza pittorica che oscilla tra il grottesco e il tenero. La sala finale e riservata a una serie di opere inedite create appositamente in omaggio a Venezia\, frutto di un profondo legame della Saville con la citta lagunare\, che ha visitato piu volte studiando i suoi grandi pittori del passato. Nata nel 1970 a Cambridge e formatasi alla Glasgow School of Art\, Jenny Saville appartiene alla generazione dei Young British Artists e ha rivoluzionato la pittura figurativa contemporanea rimettendo al centro il corpo umano con tutte le sue implicazioni sociali e culturali. La mostra e sostenuta dalla galleria Gagosian e rappresenta un appuntamento imperdibile per chiunque visiti Venezia in questa stagione ricca di arte. \nFoto di cottonbro studio su Pexels
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LOCATION:Ca Pesaro – Galleria Internazionale d Arte Moderna\, Santa Croce 2076\, 30135 Venezia\, Venezia\, VE\, Italy
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SUMMARY:Jenny Saville a Ca Pesaro
DESCRIPTION:Jenny Saville a Ca Pesaro e la prima grande esposizione personale dedicata alla celebre pittrice britannica a Venezia. La mostra\, curata da Elisabetta Barisoni\, direttrice delle collezioni museali di Ca Pesaro\, riunisce circa trenta opere tra dipinti su tela e lavori su carta che ripercorrono la carriera dell artista dagli esordi negli anni Novanta fino alle produzioni piu recenti. Il percorso espositivo si apre con tele seminali come Hyphen e Reverse\, emblemi della capacita di Saville di rendere il corpo umano in tutta la sua materialita viscerale\, attraverso campiture cromatiche dense e un uso magistrale della pittura a olio applicata a strati. La ricerca dell artista affonda le radici nella storia della pittura\, e a Ca Pesaro i suoi grandi formati entrano in dialogo con i maestri veneziani del passato\, da Tiziano a Giorgione e Tintoretto\, contaminando la tradizione figurativa con riferimenti all astrazione di Cy Twombly e De Kooning. A coronamento del percorso\, opere inedite come Venus and Adonis e Danae\, create appositamente in omaggio alla citta lagunare\, testimoniano il profondo legame di Saville con Venezia e con la sua eredita artistica. La mostra coincide con la 61a edizione della Biennale Arte di Venezia ed e sostenuta dalla galleria Gagosian. Ca Pesaro e un palazzo barocco affacciato sul Canal Grande\, nel sestiere di Santa Croce\, ed e uno degli undici musei gestiti dalla Fondazione Musei Civici di Venezia. La sede aggiunge una dimensione storica e architettonica straordinaria alla visita\, creando un confronto unico tra la pittura figurativa contemporanea e il patrimonio artistico millenario della Serenissima. \nFoto di olia danilevich su Pexels
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SUMMARY:Anselmo Bucci (1887-1955). Il tempo del Novecento tra Italia e Europa
DESCRIPTION:Il MART di Rovereto ospita fino al 27 settembre 2026 la piu ampia retrospettiva mai dedicata ad Anselmo Bucci (Fossombrone\, 1887 – Monza\, 1955)\, pittore\, incisore\, disegnatore e scrittore tra le figure piu complesse e indipendenti del Novecento italiano ed europeo. La mostra\, curata da Beatrice Avanzi e Luca Baroni\, riunisce oltre 150 opere tra dipinti\, incisioni\, disegni\, fotografie e materiali d archivio\, molti dei quali inediti o raramente esposti\, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private. Tra i prestatori figurano la Quadreria Cesarini – Casa Museo di Fossombrone\, i Musei Civici di Monza\, il Museo del Novecento di Milano e la Galleria Nazionale d Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Il percorso espositivo ricostruisce le tappe principali della carriera di Bucci\, dal periodo parigino alle sperimentazioni incisorie\, mettendo in luce il suo ruolo nel passaggio dalla tradizione figurativa ottocentesca alle sperimentazioni del nuovo secolo. Tra i fondatori del gruppo Novecento Italiano\, da cui si distacco presto\, Bucci mantenne sempre una forte autonomia rispetto alle correnti artistiche e politiche del suo tempo\, muovendosi con liberta tra Italia ed Europa. Tra le opere in mostra spicca I Maschi (1921-22)\, una tela monumentale a olio di oltre quattro metri e mezzo di larghezza\, restaurata e presentata per la prima volta in un museo. La mostra e completata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore con saggi dei curatori e di importanti storici dell arte. Un appuntamento imperdibile per riscoprire una delle personalita piu originali e sfaccettate dell arte italiana del primo Novecento. \nFoto di Josh Withers su Pexels
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SUMMARY:Bernd e Hilla Becher. History of a Method
DESCRIPTION:Dal 23 aprile al 27 settembre 2026\, la Fondazione MAST di Bologna ospita la grande retrospettiva dedicata a Bernd e Hilla Becher\, due tra le figure piu centrali e influenti della fotografia del Novecento. La mostra\, intitolata History of a Method\, e curata da Gabriele Conrath-Scholl\, Max Becher e Urs Stahel\, e viene presentata per la prima volta in Europa con questa ampiezza tematica e di contenuto. Il progetto espositivo\, articolato in 10 sezioni nelle MAST.Galleries e nel MAST.Foyer\, propone un percorso non meramente cronologico ma incentrato sul metodo di lavoro della coppia tedesca: inquadrature frontali\, luce uniforme\, assenza di effetti narrativi\, attenzione alla struttura degli edifici fotografati. Sono esposte oltre 350 fotografie originali in bianco e nero\, affiancate da un ricco corpus di materiali di approfondimento quali disegni\, libri\, poster e video d archivio\, che restituiscono la complessita e la coerenza del loro sistema di lavoro. A partire dagli anni Sessanta\, in un periodo segnato dal declino dell industria e da profondi cambiamenti economici globali\, Bernd e Hilla Becher hanno costruito celebri serie tipologiche: torri d estrazione\, silos\, gasometri\, altiforni e torri idriche vengono fotografati e organizzati in griglie\, trasformando la documentazione industriale in un rigoroso linguaggio artistico. Il loro approccio\, radicato nella tradizione della Nuova Oggettivita\, ha influenzato profondamente il minimalismo e l arte concettuale\, nonche generazioni di fotografi\, tra cui i protagonisti della cosiddetta Scuola di Dusseldorf. Le opere provengono dal Bernd und Hilla Becher Archiv di Colonia e dallo studio di Dusseldorf. La mostra e visitabile dal martedi alla domenica\, ore 10-19. Ingresso gratuito. \nFoto di Peter Dyllong su Pexels
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LOCATION:Fondazione MAST – Manifattura di Arti\, Sperimentazione e Tecnologia\, Via Speranza\, 42\, Bologna\, BO\, Italy
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SUMMARY:Bernd & Hilla Becher. History of a Method
DESCRIPTION:La Fondazione MAST di Bologna ospita fino al 27 settembre 2026 la grande retrospettiva Bernd & Hilla Becher. History of a Method\, dedicata alla coppia di artisti tedeschi Bernd Becher (1931-2007) e Hilla Becher (1934-2015)\, figure centrali nella storia della fotografia del Novecento. La mostra\, curata da Gabriele Conrath-Scholl\, Max Becher e Urs Stahel\, presenta per la prima volta in Europa la ricchezza e l ampiezza tematica della loro opera\, con oltre 350 fotografie originali in bianco e nero allestite nelle Galleries del MAST\, accompagnate da un ampio corpus di materiali complementari tra cui disegni\, libri\, poster e archivi. I Becher sono noti per il loro approccio sistematico e rigoroso alla documentazione fotografica delle architetture industriali europee e nordamericane: torri idriche\, altiforni\, gasometri\, silos e case per operai vengono ritratti frontalmente\, con luce diffusa e senza ombre\, secondo una grammatica visiva precisa e coerente che trasforma il soggetto industriale in un vero e proprio vocabolario formale. Il percorso espositivo e articolato in dieci sezioni che illustrano come il metodo dei Becher sia emerso e si sia evoluto nel tempo\, dalla loro formazione all Accademia di Dusseldorf fino alla fondazione della celebre Scuola di Dusseldorf. Nel MAST Foyer sono esposte anche opere di alcuni tra i piu noti allievi della coppia\, tra cui Andreas Gursky\, Thomas Struth e Thomas Ruff. La mostra e accompagnata da un ricco programma pubblico di visite guidate\, workshop\, talk e proiezioni. L ingresso e completamente gratuito\, con apertura dal martedi alla domenica\, dalle ore 10 alle 19. \nFoto di David Yu su Pexels
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LOCATION:Fondazione MAST\, Via Speranza\, 42\, 40133 Bologna\, Bologna\, BO\, Italy
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SUMMARY:Andrea Pazienza. Non sempre si muore
DESCRIPTION:Il MAXXI di Roma dedica una grande mostra ad Andrea Pazienza\, uno dei piu geniali e rivoluzionari fumettisti italiani del Novecento\, nel settantesimo anniversario della sua nascita. Intitolata Non sempre si muore e curata da Giulia Ferracci e Oscar Glioti\, la mostra e allestita nella Galleria 5 del museo ed e accompagnata da un voluminoso catalogo edito da Coconino Press. Si tratta del progetto espositivo piu vasto e completo mai dedicato a Pazienza\, nonche di un momento storico per il riconoscimento istituzionale del fumetto d autore come linguaggio artistico a pieno titolo\, per la prima volta ospitato nel corpo principale del MAXXI. Il percorso espositivo raccoglie oltre 500 tavole originali\, materiali d archivio e un grande murale restaurato\, quello realizzato dall artista nel 1987 alla Mostra d Oltremare di Napoli\, qui riallestito per l occasione. Le sale seguono un filo cronologico che parte dagli anni della formazione fino agli esiti piu maturi\, restituendo una visione complessiva della produzione di Pazienza. Questo secondo capitolo del progetto completa il racconto avviato con La matematica del segno al MAXXI L Aquila\, dedicato agli anni formativi dell artista. Il titolo della mostra e tratto da una lunga intervista rilasciata da Pazienza nel 1988\, poco prima della morte\, e sintetizza il senso dell intera rassegna: la vitalita e l attualita di un artista che ha ridefinito i confini del fumetto in Italia e che continua a parlare al presente con straordinaria forza espressiva. \nFoto di RDNE Stock project su Pexels
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LOCATION:MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo\, Via Guido Reni\, 4/A\, Roma\, RM\, Italy
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SUMMARY:Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista
DESCRIPTION:La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ospita fino al 19 ottobre 2026 la mostra Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista\, la prima e piu ampia esposizione museale mai dedicata agli anni londinesi di Peggy Guggenheim e alla sua prima galleria\, la Guggenheim Jeune\, attiva al 30 di Cork Street tra il 1938 e il 1939. Curata da Grazina Subelyte\, Curator della Collezione Peggy Guggenheim\, e da Simon Grant in veste di Guest Curator\, la mostra ricostruisce un capitolo fondamentale e poco noto della vita di questa straordinaria figura del Novecento. Nell arco di soli diciotto mesi\, dal gennaio 1938 al giugno 1939\, la Guggenheim Jeune divenne un punto di riferimento per le avanguardie europee\, promuovendo artisti locali e internazionali legati all astrattismo e al surrealismo. La galleria ospito oltre venti mostre pionieristiche\, tra cui la prima personale londinese di Wassily Kandinsky\, esposizioni dedicate al collage\, alla scultura contemporanea e a figure come Marie Vassilieff e Cedric Morris. Il percorso espositivo si apre con opere chiave dell astrattismo e del surrealismo\, per poi dispiegarsi in sale dedicate ai singoli artisti\, testimoniando come quella breve esperienza londinese abbia plasmato in modo decisivo la visione collezionistica di Peggy Guggenheim. In esposizione compaiono opere di artisti come Arp\, Kandinsky\, Mondrian\, Moore e Tanguy\, oltre a documenti e materiali d archivio che restituiscono la radicalita e l entusiasmo di quella stagione. Dopo la tappa veneziana\, la mostra sara presentata alla Royal Academy of Arts di Londra (21 novembre 2026 – 14 marzo 2027) e poi al Guggenheim di New York nella primavera del 2027. \nFoto di Dominik Gryzbon su Pexels
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SUMMARY:Erwin Wurm. Dreamers
DESCRIPTION:Dal 6 maggio al 22 novembre 2026\, il Museo Fortuny di Venezia ospita Dreamers\, la prima grande mostra monografica in Italia dedicata allo scultore austriaco Erwin Wurm\, nato a Bruck an der Mur nel 1954. La mostra e curata da Elisabetta Barisoni e Cristina Da Roit ed e organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia. Erwin Wurm e uno degli artisti contemporanei piu influenti sulla scena internazionale: nel corso della sua carriera ha radicalmente ridefinito il concetto stesso di scultura\, mettendo in discussione le nozioni di tempo\, massa\, superficie\, astrazione e rappresentazione. Il percorso espositivo si articola attorno a diverse serie di opere iconiche. Le celebri One Minute Sculptures\, avviate tra il 1996 e il 1997\, invitano i visitatori a eseguire azioni o assumere pose con oggetti quotidiani come sedie\, bottiglie\, libri e indumenti: la scultura esiste nel gesto e nella sua breve durata\, sopravvivendo poi nella documentazione fotografica\, spesso realizzata con Polaroid. La serie Dreamers\, che da il titolo alla mostra\, presenta enormi cuscini sorretti da arti umani come gambe\, braccia e piedi\, in posizioni precarie e surreali\, come metafora del mondo onirico e della tensione tra corpo fisico e dimensione psicologica dell incoscio. La serie Substitutes propone indumenti privi della figura umana che li ha abitati\, monumenti all assenza e alla memoria. Il contesto espositivo del Palazzo Pesaro degli Orfei\, sede storica del Museo Fortuny\, rappresenta uno sfondo straordinario per le opere di Wurm: il dialogo tra la scultura contemporanea e l architettura storica veneziana arricchisce il percorso di nuovi livelli di significato. La mostra e aperta dal mercoledi al lunedi\, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17)\, chiusa il martedi. Il biglietto e incluso nel prezzo di ingresso al museo.
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LOCATION:Museo Fortuny\, San Marco 3958\, Campo San Beneto\, Venezia\, VE\, Italy
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SUMMARY:La mostra Transforming Energy di Marina Abramović alle Gallerie dell'Accademia di Venezia
DESCRIPTION:L’artista di fama internazionale Marina Abramović farà la storia nel 2026 come la prima artista donna vivente a essere celebrata con una grande mostra alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Marina Abramović: Transforming Energy\, presentata in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia\, inaugurerà il 6 maggio 2026 e resterà aperta fino al 19 ottobre 2026. La mostra segna l’80º compleanno dell’artista e instaura un profondo dialogo tra la sua pionieristica arte performativa e i capolavori rinascimentali che hanno plasmato l’identità culturale di Venezia. Curata da Shai Baitel\, Direttore Artistico del Modern Art Museum (MAM) di Shanghai\, in stretta collaborazione con l’artista\, l’esposizione si sviluppa sia nelle sale della collezione permanente che negli spazi delle mostre temporanee — un’assoluta novità nella storia dell’Istituto — inserendo la ricerca di Abramović nel cuore stesso del patrimonio veneziano.
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LOCATION:Gallerie dell’Accademia di Venezia\, Campo della Carità - Dorsoduro 1050\, Venezia\, (VE)\, 30123\, Italy
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SUMMARY:What Holds Us
DESCRIPTION:What Holds Us e la mostra personale del celebre scultore britannico Antony Gormley allestita negli spazi storici della Galleria Continua di San Gimignano\, visitabile dal 9 maggio al 13 settembre 2026. Il titolo pone una domanda fondamentale: cosa sostiene un corpo? Cosa lo contiene? Cosa conferisce al mondo costruito la sua sensazione di permanenza? Gormley risponde attraverso sculture che invitano i visitatori a camminare\, osservare e muoversi attorno a masse su scala architettonica. Il percorso espositivo si snoda attraverso le sale medievali della galleria\, il suo spazio teatrale e le soglie esterne\, usando la citta toscana delle torri come ambientazione e pressione strutturale. I materiali impiegati sono molteplici e significativi: pietra basaltica primordiale\, terracotta\, calcestruzzo industriale\, ferro e cartone\, ciascuno portatore di un diverso senso di peso\, fragilita e tempo. Il fulcro della mostra e Innercity (2026)\, un imponente intervento site-specific che occupa interamente il teatro della galleria: quindici giganteschi corpi-edificio costruiti in cartone creano un labirinto urbano che invita a muoversi tra spazi aperti e chiusi\, accessibili o interdetti\, suggerendo perfino di strisciare al loro interno. Gormley trasforma cosi l anatomia umana nel linguaggio dell architettura\, con arti\, cavita e volumi tradotti in strutture che evocano il corpo senza raffigurarlo. E la prima volta che l artista impiega il cartone\, materiale ordinario e globale nella sua circolazione\, per costruire una citta temporanea nel cuore di una citta medievale durata secoli. La mostra e aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19. \nFoto di Brett Jordan su Pexels
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LOCATION:Galleria Continua San Gimignano\, Via del Castello 11\, 53037 San Gimignano\, San Gimignano\, SI\, Italy
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SUMMARY:Vincenzo Agnetti. Oggi e un secolo
DESCRIPTION:La GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino ospita fino al 1 novembre 2026 la mostra dedicata a Vincenzo Agnetti (Milano\, 1926-1981)\, in occasione del centenario della sua nascita. Il progetto espositivo\, intitolato Oggi e un secolo\, e curato da Chiara Bertola con Virginia Lupo\, ed e realizzato nell’ambito della Quarta Risonanza in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti. Agnetti e considerato una delle figure piu rilevanti dell’arte concettuale italiana del secondo Novecento\, e questa mostra ne celebra la straordinaria ricerca con un focus sulla sua produzione fotografica sperimentale degli anni Settanta e Ottanta. Il nucleo centrale dell’esposizione e costituito dalle Photo-graffie\, opere realizzate tra il 1979 e il 1981 in cui l’artista graffiava e dipingeva su pellicole fotografiche annerite\, trasformando la fotografia in un gesto al tempo stesso pittorico e concettuale. Il percorso prende avvio dall’opera Photo-graffia del 1980\, appartenente alla Collezione della GAM e acquisita nel 2024 grazie alla Fondazione Arte CRT. A partire da questo lavoro\, la mostra raccoglie una selezione di opere legate alla sperimentazione dell’artista sul mezzo fotografico: annerimenti\, graffi\, scritte e inserti dipinti trasformano la pellicola in disegno\, sovvertendo il linguaggio visivo tradizionale. Completano il percorso le opere su feltro\, tra cui La perfezione non ha corpo e il lavoro che da il titolo alla mostra\, Oggi e un secolo\, che ampliano ulteriormente la riflessione sul rapporto tra immagine\, scrittura\, presenza e assenza. La GAM e aperta dal martedi alla domenica dalle ore 10 alle 18\, con chiusura il lunedi. \nFoto di Jose David Sinza su Pexels
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LOCATION:GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino\, Via Magenta 31\, 10129 Torino\, Torino\, TO\, Italy
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SUMMARY:Giovanni Agostino da Lodi. Un pittore itinerante tra Leonardo e Giorgione
DESCRIPTION:Dal 26 maggio al 13 settembre 2026\, la Pinacoteca di Brera di Milano ospita la prima mostra mai dedicata a Giovanni Agostino da Lodi\, uno degli artisti piu originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500. Curata da Maria Cristina Passoni e Cristina Quattrini\, con un comitato scientifico composto da Alessandro Ballarin\, Francesco Frangi\, Mauro Natale\, Edoardo Rossetti e Marco Tanzi\, la mostra restituisce al pubblico un pittore raffinato e misterioso\, la cui vicenda biografica rimane in gran parte oscura. Il percorso espositivo riunisce 46 opere tra autografe e di autori coevi\, provenienti da alcuni dei piu importanti musei internazionali: il Musee du Louvre di Parigi\, le Gallerie dell Accademia di Venezia\, il Kunsthistorisches Museum di Vienna\, la Galleria Borghese di Roma\, il Museo del Prado e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid\, la National Gallery di Londra. Giovanni Agostino da Lodi si formo a Milano tra gli ultimi due decenni del Quattrocento\, a contatto con Bramante e Bramantino\, per poi proseguire a Venezia\, dove entro in dialogo con Giovanni Bellini\, Giorgione\, Durer e Lorenzo Lotto. Fu soprannominato Pseudo Boccaccino prima che la critica lo identificasse grazie alla firma su un dipinto conservato a Brera. La mostra mette in luce il suo linguaggio personale\, sospeso tra influenze leonardesche\, suggestioni nordiche e cultura veneziana\, e lo contestualizza in un momento chiave del Rinascimento italiano settentrionale. Un appuntamento imprescindibile per gli amanti della pittura rinascimentale e della storia dell arte lombarda e veneta.
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LOCATION:Pinacoteca di Brera\, Via Brera\, 28\, Milano\, MI\, Italy
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SUMMARY:Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza
DESCRIPTION:La mostra Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza e attualmente visitabile al Museo dell’Ara Pacis di Roma dal 29 maggio al 4 ottobre 2026. L’esposizione\, curata da Denis Curti e promossa da Roma Capitale in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York\, presenta una selezione di oltre 200 fotografie del grande fotografo americano (New York\, 1946-1989)\, considerato una delle figure centrali della fotografia del Novecento. Il percorso esplorativo si concentra sul concetto di bellezza intesa come perfezione assoluta e rigore formale: il corpo umano\, i ritratti e le nature morte vengono trattati con la stessa maniacale attenzione alla luce e alle geometrie\, trasformando ogni scatto in una scultura visiva. La mostra rappresenta il capitolo conclusivo di un importante progetto espositivo tripartito che ha toccato prima Venezia\, alle Stanze della Fotografia\, poi Milano a Palazzo Reale\, e infine Roma. Per la tappa romana sono stati inclusi contenuti inediti\, tra cui una sezione dedicata al legame intimo di Mapplethorpe con l’Italia\, con scatti realizzati a Napoli e Capri. La sede dell’Ara Pacis offre un dialogo unico tra la fotografia contemporanea e la statuaria classica: due sculture classiche dei Musei Capitolini sono esposte in mostra per sottolineare questo confronto tra marmo antico e immagine fotografica. Il percorso include ritratti di celebrita come Yoko Ono\, Patti Smith\, Richard Gere e Andy Warhol\, gli autoritratti\, la serie dei fiori e delle nature morte\, e le immagini piu sensuali dedicate allo studio dei corpi. Orari: tutti i giorni 9.30-19.30. Biglietti: 15 euro intero\, 13 euro ridotto.
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LOCATION:Museo dell’Ara Pacis\, Via di Ripetta\, 180\, Roma\, RM\, Italy
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SUMMARY:Turner: l incanto del lago di Como e del paesaggio italiano
DESCRIPTION:Dal 29 maggio al 27 settembre 2026\, Como ospita una grande mostra dedicata a William Turner (Londra\, 1775-1851)\, il massimo esponente del Romanticismo inglese e uno dei piu grandi pittori di paesaggio della storia dell arte occidentale. Il progetto espositivo\, intitolato Turner: l incanto del lago di Como e del paesaggio italiano\, e curato da Elizabeth Brooke ed e stato ideato e organizzato dal Comune di Como in stretta collaborazione con la Tate di Londra\, da cui provengono tutte le opere esposte. La mostra si sviluppa attraverso un percorso diffuso su tre sedi nel centro storico della citta: il Palazzo del Broletto\, la Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi e la chiesa sconsacrata di San Pietro in Atrio. Al Palazzo del Broletto\, antico palazzo medievale affacciato sulla Cattedrale\, sono esposti sette preziosi acquerelli di soggetto comasco\, presentati per la prima volta in Italia. Turner rimase profondamente affascinato dal paesaggio lariano durante i suoi soggiorni in Italia: le ripide pareti montuose\, le ampie superfici d acqua e le repentine variazioni di luce offrirono al pittore un laboratorio naturale straordinario per approfondire la sua ricerca sulla dissoluzione della forma nell atmosfera. Alla Pinacoteca Civica\, invece\, una selezione di quattro dipinti a olio illustra il dialogo di Turner con i temi italiani classici e la progressiva trasformazione del paesaggio in visione poetica. A San Pietro in Atrio\, la mostra Feeling Colour arricchisce il percorso con opere di due artisti britannici contemporanei\, Jim Lambie e David Batchelor\, provenienti anch esse dalla collezione Tate\, in dialogo virtuale con il grande maestro ottocentesco. La rassegna e aperta da martedi a domenica\, dalle 10 alle 18. \nFoto di Vitaly Gariev su Pexels
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LOCATION:Palazzo del Broletto e Pinacoteca Civica di Como\, Palazzo del Broletto\, Piazza del Duomo 2 / Pinacoteca Civica\, Via A. Diaz 84\, Como\, CO\, Italy
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SUMMARY:La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo
DESCRIPTION:Nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda\, al secondo piano dei Musei Reali di Torino\, va in scena fino al 15 settembre 2026 una delle mostre dossier più raffinate della stagione: ‘La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo’. Curata da Annamaria Bava e Alessandro Uccelli\, l’esposizione invita il visitatore a compiere un viaggio alle origini di quella rivoluzione luministica che\, pochi decenni dopo\, avrebbe reso Caravaggio il pittore più dirompente della storia occidentale. Il nucleo dell’esposizione si concentra su tre capolavori di straordinaria intensità: la Sacra Famiglia con santa Caterina d’Alessandria (1533) di Lorenzo Lotto\, prestata dall’Accademia Carrara di Bergamo\, dialoga con l’Adorazione dei pastori (1522–1523) e l’Adorazione del Bambino tra san Girolamo e san Francesco d’Assisi (1525–1530) di Giovanni Girolamo Savoldo\, custodite nelle collezioni permanenti della Galleria Sabauda. Accomunati da una profonda sensibilità verso la cultura figurativa nordica\, Lotto e Savoldo svilupparono una pittura capace di fondere intensa partecipazione emotiva e rigorosa osservazione del reale: il chiaroscuro assume nei loro dipinti una valenza espressiva senza precedenti\, le ombre si fanno portatrici di significato spirituale\, i volti rivelano stati d’animo complessi e autentici. Come aveva intuito il grande critico Roberto Longhi nella celebre monografia del 1952\, questi due maestri del primo Cinquecento veneto e lombardo sono i più autorevoli precursori della maniera caravaggesca. La mostra si completa con una proiezione video che ricostruisce virtualmente una lezione immaginata di Longhi sull’argomento\, in sinergia con la Fondazione Longhi\, e con i disegni di studio di Giovan Battista Cavalcaselle provenienti dalla Biblioteca Marciana di Venezia. Un invito a ‘guardare lentamente’\, come auspica la direttrice dei Musei Reali Paola D’Agostino\, riscoprendo due pittori straordinari e troppo spesso relegati ai margini della storia dell’arte ufficiale.
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LOCATION:Galleria Sabauda – Musei Reali di Torino (Spazio Scoperte)\, Piazzetta Reale\, 1\, Torino\, TO\, Italy
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SUMMARY:Diego Rivera e la costruzione dell'arte moderna in Messico nel XX secolo
DESCRIPTION:Nella splendida cornice di Palazzo Caffarelli\, cuore dei Musei Capitolini\, Roma ospita la più grande esposizione sull’arte messicana realizzata in Europa negli ultimi decenni e la prima mostra italiana interamente dedicata a Diego Rivera. Aperta dal 9 giugno al 13 dicembre 2026\, la retrospettiva riunisce oltre 140 opere — di cui trenta dipinti e disegni dello stesso Rivera — accanto a capolavori di Frida Kahlo\, José Clemente Orozco\, David Alfaro Siqueiros\, María Izquierdo\, Rufino Tamayo e molti altri protagonisti della modernità messicana. Il percorso espositivo non è una semplice celebrazione estetica: è un viaggio nella costruzione dell’identità visiva di una nazione. Dalla formazione accademica ottocentesca\, passando per gli anni europei di Rivera tra Spagna\, Francia e Italia — dove lo stesso artista studiò la tecnica dell’affresco e l’impianto compositivo dei maestri del Quattrocento — fino all’esplosione del Muralismo post-rivoluzionario\, la mostra ricostruisce come l’arte abbia contribuito a definire l’idea stessa di Messico. Rivera dipingeva muri di edifici pubblici\, scuole e piazze per parlare a tutti: la sua pittura era strumento di democrazia culturale e di costruzione simbolica della nazione. Accanto alle tele del maestro\, le fotografie di Tina Modotti che lo ritraggono al lavoro arricchiscono il racconto con uno sguardo intimo e straordinario. Curata da Miguel Fernández Félix e Alberto González Torres\, promossa da Roma Capitale e realizzata con il Museo Kaluz di Città del Messico\, questa mostra è un appuntamento imperdibile per chiunque voglia comprendere come l’arte possa farsi storia\, memoria collettiva e utopia civile. Orario: tutti i giorni 9:30–19:30.
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LOCATION:Musei Capitolini – Palazzo Caffarelli (Villa Caffarelli)\, Via di Villa Caffarelli\, Piazza del Campidoglio 1\, 00186\, Roma\, RM\, Italy
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SUMMARY:Diego Rivera e la costruzione dell arte moderna in Messico nel XX secolo
DESCRIPTION:Dal 9 giugno al 13 dicembre 2026\, i Musei Capitolini – Villa Caffarelli di Roma ospitano la grande mostra retrospettiva dedicata a Diego Rivera e alla nascita dell arte moderna messicana nel XX secolo. Si tratta della prima grande esposizione italiana sul celebre pittore e muralista messicano\, nonche una delle mostre piu importanti sull arte messicana allestite in Europa negli ultimi decenni. Il percorso espositivo riunisce oltre 140 opere tra dipinti\, stampe\, fotografie e documenti d archivio\, di cui circa trenta attribuite a Diego Rivera (Guanajuato\, 1886 – Citta del Messico\, 1957). Accanto alle sue tele\, trovano spazio capolavori di artisti straordinari come Frida Kahlo\, Jose Clemente Orozco\, David Alfaro Siqueiros\, Maria Izquierdo\, Rufino Tamayo e Jose Maria Velasco\, restituendo al pubblico un panorama ampio e articolato della modernita visiva messicana. La mostra\, curata da Miguel Fernandez Felix (direttore del Museo Kaluz di Citta del Messico) e Alberto Gonzalez Torres (direttore del Museo Robert Brady)\, si articola in quattro sezioni tematiche: Accademia e tradizione\, Gli anni europei\, Il Rinascimento culturale messicano e Oltre il Realismo sociale. Promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con MetaMorfosi Eventi e il Museo Kaluz\, la rassegna esplora il ruolo rivoluzionario del muralismo come strumento di identita collettiva\, dialogo tra tradizione indigena e avanguardie internazionali\, impegno civile e racconto sociale. Particolarmente suggestiva la presenza degli scatti fotografici di Tina Modotti dedicati a Rivera. Orari: tutti i giorni 9.30-19.30\, ultimo ingresso un ora prima della chiusura. \nFoto di omissivart su Pixabay
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LOCATION:Musei Capitolini – Villa Caffarelli\, Piazza del Campidoglio\, 1\, Roma\, RM\, Italy
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SUMMARY:Diego Rivera e la costruzione dell'arte moderna in Messico nel XX secolo
DESCRIPTION:Dal 9 giugno al 13 dicembre 2026\, i Musei Capitolini ospitano a Villa Caffarelli la grande retrospettiva dedicata a Diego Rivera (Guanajuato\, 1886 – Citta del Messico\, 1957)\, il pittore e muralista messicano piu celebre del Novecento. Si tratta della prima mostra italiana interamente centrata sulla sua figura e\, piu in generale\, della piu grande esposizione sull’arte messicana allestita in Europa negli ultimi decenni. Il percorso espositivo\, curato da Miguel Fernandez Felix (direttore del Museo Kaluz di Citta del Messico) e Alberto Gonzalez Torres (direttore del Museo Robert Brady)\, raccoglie oltre centoquaranta opere tra dipinti\, fotografie e materiali audiovisivi\, e ripercorre le genealogie della modernita messicana collocando la figura di Rivera al centro di una trama visiva e concettuale in cui formazione accademica\, sperimentazione e impegno sociale si intrecciano. Accanto alle opere di Rivera\, la mostra presenta capolavori di artisti come Frida Kahlo\, Jose Maria Velasco\, Jose Clemente Orozco\, David Alfaro Siqueiros e Maria Izquierdo\, restituendo cosi il vivace contesto artistico e politico del Messico post-rivoluzionario tra Ottocento e Novecento. Particolarmente suggestiva risulta la presenza degli scatti di Tina Modotti\, artista e fotografa che documento la vita culturale messicana degli anni Venti e Trenta. La mostra e promossa da Roma Capitale\, con il supporto di Zetema Progetto Cultura\, e prodotta in collaborazione con MetaMorfosi Eventi e il Museo Kaluz. Ha gia superato 17.000 visitatori nei primi due mesi dall’apertura\, confermando l’interesse del pubblico per questo straordinario capitolo dell’arte latinoamericana. Orari: tutti i giorni ore 9.30-19.30\, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. \nFoto di Jesus Noriega su Pexels
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LOCATION:Musei Capitolini – Villa Caffarelli\, Piazza del Campidoglio\, 1\, Roma\, RM\, Italy
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SUMMARY:Franca Ghitti. Una storia di Altri Alfabeti
DESCRIPTION:Il Museo di Santa Giulia di Brescia ospita\, dal 16 giugno 2026 al 4 aprile 2027\, la prima grande mostra monografica mai dedicata a Franca Ghitti (Erbanno\, 1932 – Brescia\, 2012)\, una delle voci più originali e autorevoli della scultura contemporanea italiana. Intitolata ‘Una storia di Altri Alfabeti’\, l’esposizione è un progetto site specific di rara intensità: le opere dell’artista non occupano spazi separati\, ma si intrecciano lungo l’intero percorso permanente del museo\, entrando in dialogo con oltre duemila anni di storia – dal mondo romano a quello longobardo-carolingio\, dal romanico al Rinascimento. La mostra è il quarto capitolo di ‘Palcoscenici Archeologici’\, il programma con cui la Fondazione Brescia Musei promuove l’incontro tra il patrimonio storico-archeologico della città e le grandi esperienze dell’arte contemporanea italiana\, dopo gli interventi di Francesco Vezzoli\, Emilio Isgrò e Fabrizio Plessi. Curata da Fausto Lorenzi ed Elena Pontiggia\, in collaborazione con la Fondazione Archivio Franca Ghitti\, l’esposizione restituisce la complessità di una ricerca artistica costruita sull’ascolto profondo della memoria materiale delle comunità montane della Val Camonica. Legni consumati\, chiodi\, utensili\, scarti di segheria e di fucina diventano nelle mani di Ghitti strumenti di racconto: frammenti di una cultura del lavoro trasformati in segni\, alfabeti e mappe della memoria collettiva. Sono quegli ‘Altri Alfabeti’ che l’artista individuava nei sistemi di segni tramandati per secoli da artigiani\, fabbri\, pastori e contadini – linguaggi esclusi dalla cultura ufficiale\, eppure custodi di una visione del mondo straordinariamente viva. Il percorso si apre con le celebri Tavole chiodate e Mappe\, continua nel chiostro di Santa Maria in Solario con grandi installazioni dedicate a meridiane\, spirali e labirinti\, e si snoda attraverso confronti inediti con i capolavori del museo. Un ritorno simbolico alle radici che trova nel complesso monastico di Santa Giulia – patrimonio UNESCO – la sua cornice più naturale e commovente.
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LOCATION:Museo di Santa Giulia\, Via dei Musei 81/b\, Brescia\, BS\, Italy
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SUMMARY:Franca Ghitti. Una storia di Altri Alfabeti
DESCRIPTION:Dal 16 giugno 2026 al 4 aprile 2027\, il Museo di Santa Giulia a Brescia ospita la prima grande mostra monografica dedicata a Franca Ghitti (1932-2012)\, una delle figure piu originali e autorevoli della scultura contemporanea italiana. Intitolata Una storia di Altri Alfabeti\, la mostra e un progetto site specific che intreccia alcune delle opere piu significative della ricca produzione dell artista con il percorso permanente del museo\, instaurando un dialogo inedito con gli spazi e le collezioni del complesso monumentale dell antico monastero di San Salvatore e Santa Giulia. Le opere di Ghitti\, nata a Erbanno in Valle Camonica\, sono disseminate lungo il percorso permanente del museo e poste in dialogo con testimonianze del mondo romano\, longobardo-carolingio\, romanico e rinascimentale: sculture\, installazioni e lavori realizzati con legni consumati\, chiodi\, ferri e materiali di recupero sembrano appartenere da sempre agli spazi dell antico monastero. Il progetto e curato da Fausto Lorenzi ed Elena Pontiggia\, in stretta collaborazione con la Fondazione Archivio Franca Ghitti\, ed e promosso dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei. La mostra si inserisce nel programma Palcoscenici Archeologici\, il format con cui Fondazione Brescia Musei invita grandi protagonisti dell arte contemporanea a confrontarsi con il patrimonio storico e archeologico bresciano\, dopo gli interventi di Francesco Vezzoli\, Emilio Isgro e Fabrizio Plessi. Gli Altri Alfabeti del titolo fanno riferimento all insieme di segni\, simboli e codici tramandati per secoli da artigiani\, contadini\, fabbri e pastori della Valle Camonica\, che Ghitti ha trasformato in un linguaggio visivo universale\, capace di parlare di memoria collettiva\, identita e territorio. Sue opere sono conservate nei Musei Vaticani\, al Quirinale\, alla GAM di Roma e alle Gallerie d Italia a Milano. \nFoto di Berna su Pexels
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SUMMARY:Troilo. The Breach. Il muro rompe il silenzio
DESCRIPTION:Dal 18 giugno al 13 settembre 2026\, le stanze dell Appartamento dei Principi di Palazzo Reale a Milano ospitano la mostra site-specific di Paolo Troilo\, pittore milanese noto per aver inventato il finger painting iperrealista\, ovvero la tecnica di dipingere utilizzando esclusivamente le dita al posto dei pennelli. Il progetto espositivo\, intitolato The Breach. Il muro rompe il silenzio\, nasce da un dialogo inedito tra l artista e il patrimonio storico e artistico del palazzo. Troilo reinterpreta le antiche tappezzerie di Palazzo Reale\, realizzate dalla storica tessitura Rubelli\, trasformandole in brecce e varchi temporali che mettono in comunicazione passato e presente. Attraverso le opere in mostra prendono voce i protagonisti che hanno abitato e attraversato queste stanze nei secoli: da Leonardo da Vinci\, omaggiato con una rivisitazione dell Uomo Vitruviano dipinta per il cinquecentesimo anniversario della sua scomparsa\, a Margherita di Savoia e Maria Jose\, prima e ultima regina consorte d Italia. Compaiono anche i Visconti\, che fecero del palazzo medievale la sede della loro Signoria\, e Napoleone Bonaparte\, che qui stabili la Reggia del suo Regno d Italia. Il risultato e un coro polifonico di figure storiche che evocano le glorie del passato e al contempo interrogano la complessita del mondo contemporaneo. La mostra e promossa dal Comune di Milano-Cultura\, prodotta e organizzata da Palazzo Reale insieme a Nobile Agency\, con il contributo scientifico del direttore Domenico Piraina e di Simone Percacciolo. Orari: da martedi a domenica ore 10.00-19.30\, il giovedi fino alle 22.30.
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SUMMARY:Ferdinando Sarmi New York - Un viaggio nella Moda da Firenze alla Fifth Avenue
DESCRIPTION:Dal 18 giugno al 31 dicembre 2026\, il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti a Firenze ospita la mostra Ferdinando Sarmi New York – Un viaggio nella Moda da Firenze alla Fifth Avenue\, prima esposizione interamente dedicata a questo celebre couturier italiano rimasto a lungo nel dimenticatoio della storia della moda. La mostra\, allestita nel Saloncino da Ballo e nelle sale adiacenti\, e curata da Vanessa Gavioli\, responsabile del museo\, ed Eugenia Paulicelli\, Professor Emerita della City University of New York\, ripercorre la straordinaria carriera di Sarmi attraverso una selezione di abiti iconici\, documenti\, fotografie e accessori d epoca provenienti dal Fondo Sarmi conservato a Palazzo Pitti. Nato a Ravenna da una famiglia della nobilta italiana e laureato in giurisprudenza\, Ferdinando Sarmi entro nella storia della moda nel 1951 partecipando alla celebre sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini a Firenze\, considerata l atto di nascita del Made in Italy nel mondo. In quell occasione fu notato da Elizabeth Arden\, che lo chiamo a New York per dirigere la linea moda del suo marchio. Nel 1958 fondo il brand Sarmi New York\, diventando rapidamente uno dei nomi piu prestigiosi dell alta moda americana. Tra le sue clienti figurano alcune delle donne piu celebri del Novecento: Marilyn Monroe\, Audrey Hepburn\, Marlene Dietrich\, Wallis Simpson\, Pat Nixon e Marisa Berenson. Il suo stile sofisticato e rigoroso conquisto le pagine delle piu importanti testate internazionali come Vogue\, Harper Bazaar e The New York Times. La mostra si inserisce in un piu ampio progetto di ricerca culminato nel docufilm Ferdinando Sarmi – Untold Stories of New York Fashion\, presentato in anteprima proprio a Palazzo Pitti in occasione dell inaugurazione. Un racconto affascinante sul dialogo tra la tradizione sartoriale italiana e il glamour internazionale della Fifth Avenue.
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LOCATION:Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti\, Piazza de Pitti\, 1\, Firenze\, FI\, Italy
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SUMMARY:Marc Chagall. Tra Poesia e Spiritualita
DESCRIPTION:Il Museo Archeologico Regionale di Aosta ospita\, dal 20 giugno al 25 ottobre 2026\, la grande mostra Marc Chagall. Tra Poesia e Spiritualita\, realizzata in collaborazione con il Musee National Marc Chagall di Nizza. La rassegna e curata da Gregory Couderc\, Anne Dopffer e Alberto Fiz\, ed e organizzata dall’Assessorato Istruzione\, Cultura e Politiche Identitarie della Regione Autonoma Valle d’Aosta. L’esposizione riunisce oltre 120 opere tra dipinti\, sculture\, gouaches\, disegni\, incisioni\, libri illustrati e ceramiche realizzate tra il 1922 e il 1980\, provenienti dal ricco patrimonio del Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza\, l’unica istituzione pubblica interamente dedicata al maestro. Il percorso espositivo indaga il rapporto profondo e centrale che la Bibbia ebbe nella ricerca creativa di Chagall\, con particolare attenzione al Cantico dei Cantici. La mostra esplora anche ambiti meno noti della sua produzione\, come la scultura\, rappresentata da opere quali Mose e Cristo in croce (1952-1954)\, e l’arte della vetrata\, con una serie di maquette che rimanda alle grandi realizzazioni per la Cattedrale di Metz\, il Fraumunster di Zurigo e la sinagoga dell’Hadassah Medical Center di Gerusalemme. L’arte di Chagall restituisce una visione surreale e fantastica\, popolata di simboli e allegorie biblici aperti a molteplici letture. Dopo le rassegne dedicate a Miro e Picasso\, il museo aostano accoglie un altro gigante del Novecento\, confermandosi centro culturale di primo piano. Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9 alle 19. \nFoto di cottonbro studio su Pexels
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LOCATION:Museo Archeologico Regionale di Aosta\, Piazza Roncas\, 12\, Aosta\, AO\, Italy
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SUMMARY:Metamorfosi. Ovidio e le arti
DESCRIPTION:Inaugura oggi\, 23 giugno 2026\, alla Galleria Borghese di Roma una delle mostre più attese dell’anno: “Metamorfosi. Ovidio e le arti”\, un grande progetto espositivo internazionale nato dalla collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam\, dove è stato presentato in prima mondiale. A cura di Francesca Cappelletti\, direttrice della Galleria Borghese\, e Frits Scholten\, la mostra riunisce oltre ottanta capolavori provenienti da prestigiose istituzioni europee e americane\, mettendo in scena la potenza inesauribile del poema ovidiano come motore visivo e concettuale dell’arte occidentale. Il punto di partenza è le Metamorfosi di Ovidio — uno dei testi fondativi più duraturi dell’immaginario collettivo — e il tema della trasformazione come principio universale: la permeabilità dei confini tra umano\, naturale e divino\, la fluidità delle identità\, la tensione tra ordine e caos. Il percorso si apre con la sezione dedicata al Caos e alla Creazione\, con opere di Goltzius\, Rodin e Brâncuși\, e prosegue attraverso i grandi miti ovidiani — Proserpina\, Perseo e Medusa\, Apollo e Dafne — fino a chiudersi con la potenza trasformatrice dell’amore nei capolavori di Tiziano e Poussin e negli arazzi tardomedievali dedicati a Narciso ed Eco. Al cuore dell’esposizione brillano i celeberrimi gruppi scultorei di Gian Lorenzo Bernini — Apollo e Dafne e Plutone e Proserpina — opere in cui la metamorfosi è teatro\, dramma e movimento scolpito nel marmo. La Galleria Borghese si rivela il contesto ideale e strutturalmente ovidiano per eccellenza: il cardinale Scipione Borghese concepì la villa come un teatro del mito\, e nel Settecento Antonio Asprucci riorganizzò le sale ponendo le sculture al centro di un apparato decorativo ispirato direttamente alle Metamorfosi. Una mostra che non racconta il passato\, ma interroga il presente: il tema della trasformazione non è mai stato così urgente e attuale.
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SUMMARY:Metamorfosi. Ovidio e le arti
DESCRIPTION:Metamorfosi. Ovidio e le arti e una delle mostre piu attese della stagione culturale 2026\, visitabile alla Galleria Borghese di Roma dal 23 giugno al 20 settembre 2026. Il progetto espositivo internazionale nasce dalla collaborazione tra la Galleria Borghese e il Rijksmuseum di Amsterdam\, ed e curato da Francesca Cappelletti\, direttrice della Galleria Borghese\, e da Frits Scholten. Dopo il successo della tappa olandese\, la mostra approda nella capitale con un allestimento originale e autonomo\, pensato specificamente per gli spazi della villa seicentesca. Al centro del percorso c e il celebre poema di Ovidio – uno dei testi fondativi e piu duraturi dell immaginario occidentale – che diventa chiave di lettura del cosmo\, della materia e della condizione umana attraverso il principio universale della metamorfosi. La mostra riunisce oltre ottanta capolavori provenienti da importanti musei e collezioni internazionali\, mettendo in dialogo opere di grandi maestri del Rinascimento e del Barocco come Correggio\, Michelangelo\, Tiziano\, Rubens\, Poussin\, fino a Gerome\, Rodin e Brancusi. Fulcro dell esposizione sono i celebri gruppi scultorei di Gian Lorenzo Bernini conservati nella Galleria\, tra cui Apollo e Dafne e Plutone e Proserpina\, intorno ai quali ruota un racconto che esplora temi come la trasformazione dei corpi\, la fluidita delle identita\, il rapporto tra umano e divino\, tra ordine e caos. Il percorso si articola in diverse sezioni tematiche\, dalla creazione del mondo agli amori di Giove\, dal mito di Pigmalione alla storia di Narciso\, restituendo la straordinaria fortuna visiva e concettuale del poema ovidiano attraverso i secoli. La sede non e casuale: la Galleria Borghese e storicamente legata all universo delle Metamorfosi fin dalla sua fondazione\, voluta dal cardinale Scipione Borghese come sistema simbolico in cui architettura\, scultura e mito si fondono. \nFoto di Couleur su Pixabay
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SUMMARY:Metamorfosi. Ovidio e le arti
DESCRIPTION:Alla Galleria Borghese di Roma\, dal 23 giugno al 20 settembre 2026\, e visitabile la grande mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti\, progetto espositivo internazionale nato dalla collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam e curato da Francesca Cappelletti e Frits Scholten. L esposizione riunisce oltre ottanta capolavori provenienti da prestigiosi musei europei e americani\, presentati negli spazi della villa seicentesca in una configurazione autonoma e originale appositamente pensata per la sede romana. Il progetto prende avvio dal poema delle Metamorfosi di Ovidio\, uno dei testi piu influenti e duraturi della cultura occidentale\, e lo utilizza come chiave di lettura per esplorare il tema della trasformazione come principio universale: il mutamento del cosmo\, della materia e della condizione umana. Attraverso celebri miti e racconti spesso tragici\, la mostra dimostra come le Metamorfosi abbiano fornito agli artisti di ogni epoca un repertorio inesauribile di immagini\, passioni e conflitti. In esposizione compaiono capolavori di artisti come Correggio\, Tiziano\, Rubens\, Poussin\, Rodin e Brancusi\, in un dialogo serrato tra epoche e linguaggi diversi. Gli allestimenti sono curati da Hubert Le Gall\, mentre il catalogo\, disponibile in italiano\, inglese e olandese con progetto grafico di Irma Boom\, e prodotto in collaborazione con il Rijksmuseum. La Galleria Borghese ha inoltre lanciato un podcast originale curato da Claudio Sagliocco e realizzato da Fandango Podcast\, e ogni sabato e domenica alle ore 16.00 propone percorsi dedicati alle famiglie per scoprire il potere della trasformazione attraverso i miti di Ovidio e le opere in mostra. La mostra e sostenuta da Intesa Sanpaolo e Webuild. \nFoto di Osviel Rodriguez Valdés su Pexels
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LOCATION:Galleria Borghese\, Piazzale Scipione Borghese\, 5\, Roma\, RM\, Italy
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